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San Martino e i vini della Sicilia

Come dice il famoso proverbio “a San Martino tutto il mosto diventa vino”, quindi, quale migliore occasione per saperne di più sul vino siciliano e approfittarne per degustare del buon vino novello.

Il vino è, infatti, uno dei prodotti tipici della Sicilia, tanto da essere affermato, ammirato ed esportato in tutto il mondo. Numerose sono le case vinicole che si sono poste ai vertici del mercato vinicolo nazionale tra le quali: Florio, Planeta, Romano, Firriato, Cusumano, Tenuta Valle delle Ferle, Fazio wines e Donnafugata. E, in occasione di questa festività, sono molte quelle che aprono le loro porte per dare l’opportunità a tutti di degustare del buon vino e scoprirne il processo di produzione.

L’importanza del vino siciliano la si deve principalmente a 3 ragioni:

  1. uva autoctona
  2. storia e tradizione vinicola
  3. ambiente pedoclimatico favorevole

UVA AUTOCTONA E ZONE DI PRODUZIONE

Il territorio vitivinicolo della Sicilia comprende, oltre all’isola stessa, anche le Isole Eolie e Pantelleria; la sua superficie vitata è tra le più importanti in Italia, circa 107.000 ettari (quindi circa il doppio di una regione come l’Emilia-Romagna o la Toscana).

Diversi sono i vitigni autoctoni dell’isola, sia bianchi che rossi.

Il vitigno autoctono a bacca nera più celebre è il Nero d’Avola, i cui vini sono caratterizzati da intensi aromi. Fra le uve a bacca bianca la più nota è invece lo Zibibbo con cui si producono i vini dolci di Pantelleria, oggi considerati fra i migliori d’Italia.

I sistemi di allevamento della vite più diffusi in Sicilia sono il tradizionale Alberello e le forme a Guyot e Cordone speronato.

Per quanto riguarda le zone di produzione, quella più estesa si trova nella parte occidentale dell’isola, nelle province di Trapani e Palermo, dove si producono il Marsala, l’Alcamo e le numerosissime versioni del Contessa Entellina Doc.

Nella parte sud orientale, tra Ragusa e Siracusa si produce l’unico Docg della Sicilia, il Cerasuolo di Vittoria, assieme all’Eloro, il Moscato di Noto e il Moscato di Siracusa Doc. In provincia di Catania, il terreno vulcanico ai piedi dell’Etna fornisce il terreno ideale per la coltivazione dell’omonimo Doc, mentre vicino a Messina si produce il Faro. Per quanto riguarda le isole minori, troviamo il Malvasia delle Lipari Doc e il Moscato ed il Passito di Pantelleria Doc.

STORIA

La vite e la produzione di vino in Sicilia hanno una lunga storia costituita da influenze e apporti delle varie civiltà che hanno occupato l’ isola.

Si ritiene che la vite crescesse spontaneamente anche molto tempo prima della venuta dei Greci ma la viticoltura propriamente detta fu introdotta nell’isola da questi ultimi.

I Fenici, dal canto loro, audaci navigatori e mercanti, fecero dei vini siciliani uno dei prodotti più importanti per gli scambi commerciali di quell’epoca.

Ai tempi dell’Impero Romano, i vini della Sicilia erano già fra i più famosi del mondo antico, ma, in seguito, le invasioni barbariche causarono il declino della coltivazione della vite.

Si riprese successivamente, durante la dominazione araba, ma la fortuna dei vini siciliani arriva casualmente nel 1773, quando un commerciante inglese, John Woodhouse, attraverso il suo intuito, ma anche la sua abilità di commerciante, contribuì alla nascita di uno dei vini più celebri e importanti d’Italia, il Marsala, destinato a competere sul mercato dei vini “da viaggio”.

AMBIENTE

Le condizioni atmosferiche sono caratterizzate da due tipologie di clima: nelle aree collinari e lungo la costa si ha un clima mediterraneo mentre le montagne e le zone interne sono interessate da un clima continentale, freddo e rigido, specie nei rilievi montani dell’Etna e delle Madonie. La diversità climatica, tuttavia, apporta benefici al processo di maturazione delle uve, dalla cui vinificazione si ottengono vini di diverse qualità: da vini bianchi freschi e profumati a vini rossi più strutturati ed eleganti.

Relativamente al suolo, le eruzioni del vulcano Etna determinano la formazione di terreni lavici le cui proprietà sono in perfetto equilibrio con le prerogative vegetali dei vitigni Carricante e Nerelli Mascalese e Cappuccio. Nell’area più a ovest, diverse caratteristiche di territorio determinano la formazione di terreni calcarei, idonei per la coltivazione del vitigno Nero d’Avola, e terreni argillosi, che tendono a conferire ai vini una maggiore intensità di colore, e, infine, terreni tufacei di matrice vulcanica donano una carica zuccherina e una raffinata profumazione ai Vini Malvasia delle Lipari, ai Moscati di Noto e Siracusa e ai Passiti di Pantelleria.

Se leggendo vi è venuta voglia di bere del buon vino, non esitate a contattarci, avremo sicuramente la proposta che più farà per voi, come il nostro Tour delle Cantine o il nostro Etna, Vino e Alcantara.